Ciao a tutti, di cosa vogliamo parlare in questo soleggiato pomeriggio d'agosto!?
Trovato, parliamo di amicizia.
Non l'amicizia che nasce sui banchi di scuola o ai girdinetti, ma quelle atipiche, come quella di penna o di chat, anzi metterei a confronto le due.
Iniziamo con la prima.
Quando ero ragazzina, trovai su di un giornale, l'annuncio di un ragazzo che cercava amici di penna che condivideressero alcune sue passioni.
Le sue passioni erano anche le mie e rispondetti all'annuncio.
Ci si raccontava di tutto, avevamo all'incirca la stessa età quindi si parlava di scuola, di sogni, dei primi amori, di calcio, di musica, insomma di tutto quello che fa parte del quotidiano di due ragazzi di 16/17 anni.
La frequenza delle lettere era quella che le Poste a quel tempo permettavano, una lettera ogni 7/10 gg.
Arrivarono i suoi 18 anni e la tanto temuta cartolina....
Il destino fece si che vennisse a fare il C.A.R. non molto lontano da dove vivo io, sempre tramite lettera, ci si mise d'accordo per incontrarsi.
Ci vedemmo due volte, quel primo giorno e il giorno del suo giuramento.
Poi piano piano la frequenza delle lettere iniziò a diminuire fino a che smettemmo di scriverci.
Cosa mi rimane di quei tempi? Forse se cerco bene a casa dei miei genitori, trovo ancora quelle lettere, ma la cosa più bella che mi resta è la felicità che provavo quando trovavo la busta nella buca delle lettere.
Era una cosa effimera, ma la prendevo molto seriamente, era come se questo ragazzo che viveva, forse ancora ci vive, in una città diversa e lontana dalla mia, facesse parte del mio gruppo di amici, quelli in carne ed ossa che vedevo ogni giorno.
La cosa è durata diversi anni, e devo ammettere che, adesso che ne scrivo, mi manca ...
Passiamo ora a parlare della chat, questa cosa moderna che, come faceva carta e penna quando ero ragazzina, mette in contatto tra di loro persone che non si conoscono.
Nei contenuti le due cose sono identiche, gli argomenti trattati sono gli stessi, ma manca di tutta la magia che c'era intorno alle cara e vecchia lettera.
Prima cosa è impersonale, hai questo monitor davanti e scrivi battendo su di una tastiera, non c'è l'incertenza della scrittura, gli errori vengono corretti subito, o quasi, non c'è la tua scrittura lì ma un front che può essere di altri mille.
Poi si brucia subito, il dialogo in real time può essere utile, ma facendo così tutto si consuma più velocemente e se la cosa non si trasferisce nel reale, quello che per lettera può durare anni, in questo mondo virtuale dove tutto va veloce, quanto potrebbe durare? Molto meno ...
Vi ho annoiato a sufficenza, concludo solo dicendo che dal mio modesto e discutibile punto di vista, prefesco la cara e vecchia penna.
Nessun commento:
Posta un commento